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Le roncopatie

 

La terapia chirurgica otorinolaringoiatrica prevede interventi in anestesia generale ed interventi ambulatoriali in anestesia locale. Fra i primi i più utilizzati sono la correzione dei difetti di curvatura e di posizione del setto nasale (settoplastica) e il rimodellamento delle strutture del retrobocca (uvulopalatofaringoplastica) Quest’ultima operazione è tuttavia gravata nel postoperatorio da intenso mal di gola e difficoltà alla deglutizione per alcuni giorni.

 

Le metodiche mini invasive eseguibili in regime ambulatoriale con interventi in anestesia locale della durata di 30-60 minuti, che prevedono l’utilizzo delle radiofrequenze.

La chirurgia a radiofrequenze riconosce nella potenza applicata una delle variabili più importanti: 1) Alta potenza: si ottiene una rapida disidratazione con un tempo di applicazione ridotto e con esigui volumi di tessuti coagulati. 2) Bassa potenza: si ottiene una lenta disidratazione con un lungo tempo di
applicazione e cospicui volumi di tessuti coagulati.

Tale procedura, sfruttando le alte potenze ed i tempi brevi, non provoca diffusione termica od elettrica ai tessuti circostanti l’area trattata, evitando di surriscaldare o ustionare le mucose, ma provocandone la denaturazione: il tempo di emissione è di pochi secondi ed il tempo di applicazione varia da paziente a paziente a seconda della resistenza dei tessuti.
In ambito otorinolaringooiatrico questa tecnica trova applicazione nel trattamento conservativo dell’ostruzione nasale e del russamento socialmente disturbante. Per migliorare la respirazione nasale si procede alla decongestione dei turbinati inferiori, “il cuore pulsante” delle alte vie aeree, ove si esplica il riscaldamento e la corretta umidificazione dell’aria inspirata.

Un manipolo appositamente conformato viene inserito nella sottomucosa del turbinato, il cui tessuto in eccesso subisce un processo di vaporizzazione. Si ottiene in tal modo uno spazio maggiore nelle fosse nasali, senza la necessità di alterarne l’architettura osteocartilaginea.
La terapia è eseguita in anestesia locale, non richiede tamponamento post operatorio né alcuna terapia antibiotica e consente la ripresa delle normali attività già in giornata. Durante l’intervento non viene provocato sanguinamento significativo ed il dolore per il paziente è pressoché assente. La riduzione volumetrica dei turbinati inferiori, nei casi di russamento nasale, trova anche indicazione per la riduzione del rumore respiratorio notturno.

La particolare azione condotta dal terminale sulle fibre nervose decorrenti lungo la superficie del turbinato consente l’invio di impulsi brevi ed intensi ad alta frequenza, attivando una sorta di “devitalizzazione” di queste fibre; ciò si traduce in pratica in un blocco dei recettori sensoriali del nervo trigemino. Questa azione non solo determina una riduzione dell’ipertrofia congestizia del turbinato ma porta anche ad una diminuzione delle fastidiose ipersecrezioni nasali, con ulteriore miglioramento della sintomatologia del paziente.
Il ripristino di una buona respirazione nasale si tradurrà in una migliore qualità della vita (aumento delle performances nella pratica sportiva, maggior capacità di attenzione e concentrazione, minori infezioni delle vie respiratorie) e del sonno (riduzione del russamento notturno e linearità del sonno).
Nei casi in cui il russamento sia dovuto ad aumentato volume e lassità delle mucose del palato molle e dell’ugola, un apposito terminale a radiofrequenze viene inserito nello spessore del palato, erogando energia controllata per 10 -15 secondi.

Questo procedimento genera la coagulazione e la retrazione cicatriziale del tessuto in eccesso che, a guarigione ultimata, determina la riduzione volumetrica del palato e l’irrigidimento del tessuto molle flottante responsabile del russamento. L’intervento viene eseguito in anestesia locale, senza sanguinamento significativo né dolore per il paziente. Durante le 24 ore successive il paziente avverte un modesto bruciore alla gola, simile ad una faringite, che in genere si risolve rapidamente e spontaneamente. La stabilità del risultato in termini di riduzione del russamento è progressiva e si esplica in 4-6 settimane.

La Sclero Riduzione Tissutale non ablativa del palato può esser associata alla decongestione dei turbinati nasali con sensibile aumento delle possibilità di successo terapeutico. Smettere di russare è possibile. Migliorare la respirazione è possibile. E la tecnologia a Radiofrequenze è un’arma in più per ottenere buoni risultati evitando, laddove la diagnosi sia corretta, interventi chirurgici invasivi quanto rischiosi.

 

 

Alternative otorinolaringoiatriche non chirurgiche

 

Esistono persone per le quali trova indicazione la CPAP, un’apparecchiatura simile a quella per l’aerosol, che invia aria a pressione positiva costante nelle alte vie aeree durante il sonno al fine di evitare il collasso delle mucose.

Quando tutte le altre metodiche, combinate assieme, non raggiungono risultati apprezzabili, e questo talvolta accade nei casi di OSAS e UARS gravissimi, questa terapia rimane il gold standard.

Seppure un’enorme sforzo è stato fatto dall’industria per ridurne la rumorosità di funzionamento e per renderlo meno pervasivo, tale approccio riconosce nell’uso a lungo temine il suo tallone d’Achille, per la compliance che decade nel tempo. Come si evince dall’immagine gli ingombri possono essere tediosi, e può presentare alcuni spiacevoli inconvenienti, tra cui  lesioni da decubito sul viso, causate dall’uso cronico della mascherina. A questo scopo la mascherina và aggiornata spesso (ne esistono varie tipologie). Vale anche per questo strumento la regola del controllo periodico polisonnografico e tecnico. [clicca sull'immagine per vederla ingrandita]

 

a cura del dr Alessandro Valieri, medico otorinolaringoiatra

 

last update: 24.08.2010